18 décembre 2013

Raikkonen a Maranello...

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17 dicembre 2013

Massa ha dato l’ultimo saluto agli uomini della Ferrari sabato vestito da Babbo Natale e poi tre giorni dopo, martedì 17 direttamente dalla terra di Babbo Natale, è arrivato a Maranello Kimi Raikkonen. Una visita informale quella di Kimi, ma praticamente di lavoro: dal giorno del suo ingaggio Raikkonen era venuto nella fabbrica della Ferrari soltanto una volta, lo scorso novembre prima del Gp Brasile e dell’intervento alla schiena, a prendere le misure del sedile della nuova macchina.

Stavolta Raikkonen è tornato per dedicarsi al lavoro vero: ha incontrato Domenicali, ha scambiato un po’ di opinioni con i tecnici che lavoreranno con lui nel 2014 – fra cui il nuovo direttore tecnico Allison che conosce bene dai trascorsi in Lotus – gli dev’essere stata spiegata la nuova gerarchia tecnica e la relativa divisione dei ruoli – come abbiamo scritto a parte qui –  infine ha fatto conoscenza con il suo nuovo ingegnere di pista, Antonio Spagnolo che sostituirà come ingegnere capomacchina della Ferrari numero 7 (dovrebbe essere questo il numero scelto da Raikkonen) il posto che era di Smedley, passato alla Williams con Massa.A Maranello Kimi ha rivisto tanti amici con cui ha lavorato in reparto corse fino al 2009 e si è capito che il finlandese ha lasciato bellissimi ricordi tra gli uomini Ferrari, come si intuisce dalla fotografia.

 

 

source: http://autosprint.corrieredellosport.it

 

 

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08 décembre 2013

Telethon chez Mecalac à Annecy le Vieux...

À l'initiative d'un petit groupe de personnes, dont le propriétaire d'une spendide Ferrari F599 GTO, mise à disposition de 10h à 17h30, avec une courte pause déjeuner.

Josette et moi étions présent parmi ce groupe pour prendre quelques photos.

450€ ont été récoltés pour le Telethon, soit 45 tours de 599 GTO, pour 45 personnes dont les yeux brillaient autant que le Soleil qui nous a tenu compagnie la journée entière.

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Un immense merci au établissements Mecalac pour la mise à disposition de leurs locaux, avec chaises, chauffage et machine à Café. Mille mercis.

 

 

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Et puis bien sûr, en fin d'après midi, il a bien fallut que je cale mes fesses dans le baquet de droite, pour écouter la fabuleuse Music du 12cyl de 5 999 cc de 670 cv.

Impressionnant!!!... cela m'a ramené 22 années en arrière quand j'avais fait trois tours d'un circuit sur une F40 à Aix-les-Bains.

 

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Toutes les photos  ici.

 

 

 

 

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05 décembre 2013

Ferrari e il dopo Ecclestone...

sutton-images.com
sutton-images.com

La Ferrari ha un diritto di veto sulla scelta del successore di Bernie Ecclestone. Lo rivela Bernie Ecclestone alla Cnn sulla base dei documenti preparati per la quotazione in Borsa della F.1.

È qui che si legge: «Dobbiamo ottenere il consenso scritto della Ferrari prima della nomina di un CEO (equivalente al nostro amministratore delegato, ndr) se questa persona, nei cinque anni precedenti, ha ricoperto un ruolo dirigenziale in un team, o ha detenuto quote pari almeno al 5 per cento in una squadra o in una Casa legata a un team anche come motorista».

Capito adesso perché Montezemolo dice che la nomina di Christian Horner come sostituto (quando sarà il tempo…) di Bernie è solo una battuta? Il capo della Red Bull non potrebbe mai essere eletto senza il permesso della Ferrari. Ed è difficile che questo permesso arrivi. Lo stesso vale per ogni manager che ha trascorsi recenti in una squadra, o magari nelle varie Mercedes e Renault.

Lo stesso Montezemolo, pochi giorni fa, aveva affermato: «Abbiamo un diritto di veto, per cui non si può dire che manchiamo di potere politico». Con questa facoltà, Ferrrari può controllare il dopo-Ecclestone. E Bernie aveva detto in Brasile che dopo di lui ci vorrebbe un uomo già esperto di F.1…

 

Source: corriere dello sport

 

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27 novembre 2013

2014 doit être l’année de la victoire totale !

 

Qu’on se le dise !


27 novembre 2013 - 12h37, par D. Thys 

Luca di Montezemolo, le président de Ferrari, est bien sûr très déçu par le résultat final de cette saison 2013. Il ne faudra plus que cela se reproduise l’année prochaine, Ferrari a fait de gros efforts pour revenir au sommet.

C’est sans aucun doute une année à oublier, cette saison a été très décevante,” déclare Luca di Montezemolo. “Selon moi, il y a trois raisons qui expliquent cela. La première est que nous avons été incapables de faire progresser la voiture durant la deuxième moitié de la saison. Je veux des explications à ce sujet, car si nous comprenons pas les raisons, ce n’est pas bons. La seconde raison concerne les pneus ; Je ne cherche pas des excuses, mais nous avons construit une voiture qui fonctionnait avec certains pneus et avec lesquels nous avons été très compétitifs. Ensuite, ils ont changé les pneus et cela nous a sans aucun doute désavantagé et cela a avantagé d’autres.”

Pour finir, il y a eu une interprétation des règles faite par une autre équipe et je dois dire que cela m’a semblé un peu étrange. Cette équipe (Mercedes) a reçu une sanction qui ressemble un peu à ce qu’aurait fait Ponce Pilate. Nous allons discuter en interne de la première raison et dans un endroit plus approprié de la deuxième. Finalement, il nous a manqué les points que Felipe Massa aurait dû marquer. Il faut que nous comprenions ce qui nous est arrivé pour faire mieux l’année prochaine.”

Est-ce la sanction infligée à Felipe Massa au Brésil qui a coûté la deuxième place du championnat à Ferrari ? Cette sanction était disproportionnée, comme l’était celle infligée à Hamilton. Si Felipe était resté à la quatrième place, nous aurions pris la deuxième place du championnat. Souvent, les personnes qui viennent sur les circuits pour endosser le rôle de commissaires prennent des décisions ridicules et anachroniques. Ils devraient prendre garde au fait que nous avons besoin de crédibilité. Ils doivent respecter le travail des équipes, l’argent qui est investi et les pilotes qui risquent leur vie, ajoute le patron italien.

La saison 2014, Luca di Montezemolo espère qu’elle sera un peu plus rose ou plutôt un peu plus rouge ! Notre objectif est de construire une voiture capable de gagner. Nous avons mené une réorganisation profonde et des ingénieurs de grandes renommées comme James Allison sont arrivés chez nous. Le règlement technique va changer, ce qui donnera plus d’importance à certaines choses comme le moteur, un domaine dans lequel nous sommes très compétents. Nous avons de bonnes raisons d’être optimistes, tous les ingrédients pour la victoire sont en place.

 

 

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26 novembre 2013

Si volta pagina, senza dimenticare la lezione...



Maranello, 25 novembre: In Formula 1 non ci si ferma mai. La stagione 2013 si è conclusa nemmeno ventiquattr’ore fa ma la testa è già rivolta alla prossima: del resto, fra poco più di due mesi si tornerà in pista a Jerez de la Frontera per la prima delle tre sessioni di test precampionato.

Non c’è quindi un minuto da perdere perché alla Ferrari sappiamo che ogni energia deve essere concentrata sulla nuova vettura e sulla preparazione del prossimo campionato. Se è vero che le scelte fondamentali sono già state compiute è altrettanto vero che c’è tantissimo lavoro da fare per essere pronti sin dall’inizio. Mai come questa volta i tanti cambiamenti regolamentari determineranno un reset tecnico e, conseguentemente, l’opportunità di ricominciare più o meno tutti allo stesso livello. Una volta completato il programma di aggiornamento della galleria del vento, ormai tornata a funzionare a pieno regime, e rinforzato l’organico tecnico con l’arrivo di James Allison e di altri ingegneri, ci sono tutti gli elementi per essere in grado di competere ai massimi livelli, consapevoli che ci sarà soltanto un risultato che potrà soddisfare: la vittoria. La squadra lo deve a se stessa, ai suoi piloti e ai suoi straordinari tifosi che, anche in una stagione difficile, ci sono stati sempre vicini, dimostrandosi ancora una volta i migliori del mondo.

E’ anche arrivato il momento di fare il bilancio di un campionato, quello concluso ieri, che ha riservato più delusioni che gioie. Fra le prime, la più grande è quella di non aver saputo adeguare la F138 ai cambiamenti intervenuti nel corso della stagione sul fronte degli pneumatici. E dire che il primo obiettivo chiesto da Domenicali ai suoi uomini proprio un anno fa – partire subito con una vettura in grado di vincere – era stato centrato: due vittorie e un podio nelle prime cinque gare e altri due podi sfuggiti dalle mani per episodi sono lì a testimoniarlo. L’estate non ha fatto registrare quel cambio di marcia nello sviluppo complessivo della vettura che sarebbe stato necessario per contrastare lo strapotere del binomio Vettel-Red Bull, assoluto dominatore della seconda parte della stagione: sulle ragioni per cui questo salto di qualità non è arrivato i tecnici dovranno lavorare tanto in modo da non ripetere certi errori che quest’anno sono stati pagati a caro prezzo.

Alla resa dei conti nel bilancio rimangono due vittorie (Cina e Spagna) e due piazzamenti da Champions League, tanto per usare un paragone calcistico: il secondo posto di Fernando Alonso nella classifica Piloti e il terzo della squadra in quella Costruttori. Fernando è stato ancora una volta straordinario: il fatto di essersi piazzato tre volte in questa posizione su quattro stagioni disputate con la Scuderia va ascritto soprattutto al suo talento nonché alla bravura di una squadra che, in pista, ha lavorato tanto e bene. Non crediamo di peccare di presunzione se affermiamo che, complessivamente, affidabilità, gestione delle strategie e lavoro ai pit-stop sono stati i migliori del lotto in questo 2013, segno che, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, è sempre meglio far attenzione a non buttar via il bambino insieme all’acqua sporca.

Il terzo posto della squadra rappresenta comunque un segno di continuità al vertice che non ha eguali. Nessuno, non soltanto in Formula 1 ma anche nelle discipline sportive più importanti, può dire di essere rimasto dal 1994 ad oggi – con la sola eccezione del 2009, quando fu quarta per un punto – fra i primi tre della classifica mondiale. Resta poi un po’ d’amarezza per la penalità, a dir poco spropositata, inflitta ieri a Felipe Massa, che lo ha privato di un piazzamento fra i primi quattro. Senza il drive-through il brasiliano si sarebbe classificato al quarto posto e la squadra avrebbe ottenuto 27 punti, 17 in più della Mercedes (dieci punti all’attivo: otto dal sesto posto di Rosberg e due dal nono di Hamilton) e avrebbe così avuto due lunghezze di margine sulla squadra anglo-tedesca nella classifica finale: una beffa, la penalità, di cui sicuramente non si sentiva la mancanza.

Interlagos ha segnato non soltanto la fine della stagione 2013 ma anche la conclusione di un rapporto, quello fra la Scuderia e Felipe, iniziato ben dodici anni fa. E’ stato un fine settimana emotivamente molto intenso per tutti coloro che erano in pista ma anche per chi, da Maranello, ha lavorato per tanti anni a fianco del pilota brasiliano. “Ci ha salutato con una bellissima prestazione ed è davvero un peccato che non abbia potuto farlo da quel podio da cui, cinque anni fa, dette una lezione di dignità e sportività a tutto il mondo” – ha detto Stefano Domenicali, uno di quelli che è sempre stato accanto a Felipe, nella buona e nella cattiva sorte – “Ci sono state tante emozioni che si sono susseguite in questi giorni, una dopo l’altra. A Felipe ho detto via radio, nel giro di rientro, che resterà sempre nei nostri cuori e, soprattutto, che per noi è un campione del mondo”.

Adesso Felipe è pronto per una nuova avventura ma ci sarà ancora tempo e modo di salutarlo qui a Maranello in occasione degli eventi prenatalizi dell’azienda. Dal 1° gennaio vestirà i colori di un’altra squadra ma rimarrà sempre un amico della Ferrari: obrigado Felipe!

Source: http://formula1.ferrari.com/it

 

 

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26 octobre 2013

Faites gâffe...

La nuit prochaine, n'oubliez pas de vous lever à 3h moins 5, de façon à mettre vos pendules, horloges, montres, chronos et tout le reste à 2 heures.

De façon à vous réveillez à l'heure demain matin.

 

a 3h il sera 2h

 

 

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20 octobre 2013

1"95... Nouveau record

F1 - Ferrari : nouveau record des arrêts aux stands en moins de 2s !

Elle vole le précédent record à Red Bull


20 octobre 2013 - 10h45, par Olivier Ferret 

 

Ca y est ! La barre des deux secondes pour un arrêt aux stands a été enfin franchie. Le record de Red Bull en Malaisie - 2s05 pour changer les 4 roues de Webber - a été battu par Ferrari lors du Grand Prix du Japon. La Scuderia annonce un temps de 1s95 !

"Définitivement, l’arrêt de Fernando Alonso à Suzuka en 1s95 est un temps excellent," se réjouit Diego Ioverno, responsable des opérations piste de Ferrari. "Faire 10 arrêts de suite en moins de 2s5 vaut plus en termes de constance mais quand la saison est difficile comme elle l’est pour nous, des résultats comme ceux-là aident à garder le moral dans l’équipe."

Un arrêt aux stands est tellement rapide de nos jours que l’on n’imagine pas toute la complexité d’un balai qui doit être synchronisé au centième de seconde.

"Le plus important c’est de pouvoir répéter tout cela à un très haut niveau. Faire le record c’est plaisant, bien entendu, mais nous préférons avoir la constance dans la rapidité," continue Ioverno. "Il faut considérer les mécaniciens comme des gardiens de but : tout arrêter, sans erreur, c’est la norme, mais une petite erreur qui vous coûte un but ou dans notre cas une place en piste, et vous êtes dans l’oeil du cyclone."

Ferrari a de bonnes statistiques en la matière. "Heureusement pour nous, cette année, tout se passe bien : sur 15 courses, nous avons été en moyenne les plus rapides sur plus de la moitié d’entre elles."

Cela n’a pas toujours été le cas, rappelle Ioverno. "Dans la première partie de 2011 nous n’étions pas très bons mais nous sommes restés avec le même groupe. Il a pris de la maturité, de l’expérience pendant que les ingénieurs simplifiaient ou amélioraient certaines choses comme, notamment, l’écrou de roue solidaire de la jante apparu en 2012."

"En 2011, un bon arrêt était sous les 3s5, un exceptionnel sous les 3s. En 2012 la moyenne est descendue à 2s8, un exceptionnel en 2s4. Aujourd’hui notre moyenne est à 2s48. Cependant nous arrivons à une limite. Le temps exceptionnel de 1s95 signé à Suzuka ne sera pas facile à battre avec des règles qui ne changent pas."

 

 

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05 octobre 2013

Le dernier a donner des conseils... prost

L'ultimo a dare concigli....

Chi continua a prefigurare disastri per la coppia Alonso-Raikkonen in Ferrari nel 2014 è un po’ troppo disfattista. Ma perché deve per forza andare male? Negli ultimi giorni abbiamo sentito pareri negativi da tanta gente, ma un giudizio critico in particolare mi ha colpito: quello di Alain Prost. Il 4 volte iridato ha spiegato che la coabitazione Alonso-Raikkonen sarà un bel rischio soprattutto perché secondo lui alla Ferrari manca un “capo” di polso, come erano Jean Todt e Ross Brawn in passato, per gestire due piloti di così grande esperienza e personalità. C’è un problema di ego quando si mettono insieme due campioni e secondo Prost, la ferrari non è pronta per affrontarlo e gestirlo al meglio.

Il fatto è che Prost è l’ultimo che dovrebbe dare giudizi perché fu proprio lui prima con Senna in McLaren poi con Mansell in Ferrari a combinare un sacco di guai e a spaccare lo spogliatoio, anzi la squadra. Del dualismo tra Alain e Ayrton se ne ricordano un po’ tutti. Forse meno Prost quando dice di aver «vissuto una annata stupenda con Senna nell’88 malgrado la rivalità fosse un po’ troppo accesa». Poi ha aggiunto che «ci capivamo molto bene e ci spingevamo a vicenda, però nel caso della Ferrari sarà più complicato».

Come? Come? Ci capivamo a vicenda? Prost ricorda il 1988, ma sorvola sull’anno successivo dove se le diedero di santa ragione, facendosi dispetti a raffica fino ad arrivare a Suzuka quando Prost sterzò volontariamente venti metri prima della chicane per incastrare le sue ruote in quelle di Senna che stava cercando di infilarlo all’interno. Tanto sapeva che in caso di ritiro di entrambi avrebbe vinto lui il titolo per la differenza punti.

Si potrebbe dire che Prost sa come si fa a spaccare una squadra. Allora cerchiamo di rinfrescarci la memoria per evitare di ricascarci. Lasciando perdere i litigi della coppia Prost-Senna dell’88-89 in McLaren, di cui si ricordano tutti, facciamo mente locale a quello che successe l’anno dopo, proprio in casa Ferrari, quando Maranello decise di ingaggiare Prost nel 1990 affiancandolo a Mansell.

Sembra la riproposizione della situazione odierna, ma con ruoli e personalità opposte; perché oggi è Raikkonen che assomiglia al Mansell d’una volta, in quanto è un pilota che parla poco, pensa solo a guidare e appena può abbandona il circuito disdegnando i meeting tecnici. Mentre Alonso, meticoloso e analitico, s’avvicina più a Prost per la sua visione strategica e le grandi doti “politiche”.

Ebbene, in quei lontani fine Anni ’80, poco prima di finire in coppia insieme, Mansell aveva speso parole di elogio per Prost. Lo ammirava in modo incondizionato e diceva che se avesse potuto scegliersi un compagno avrebbe voluto proprio lui perché riteneva Prost l’unico pilota da cui poteva ancora apprendere qualcosa. Sapete com’è finita? Tempo un annetto e, esasperato dalla coesistenza con Alain in Ferrari, Mansell finì per stringerlo contro il muretto box in partenza nel Gp Portogallo con grande rischio per entrambi, pur di danneggiarlo. Tanto il francese l’aveva esasperato con i suoi comportamenti “politici” dentro la squadra.

La storia deve servire da lezione alla Ferrari per evitare il ripetersi di dualismi fratricidi. Ma quello fu un caso limite, esasperato dalla figura di Prost, grandissimo pilota, ma anche tessitore di trame oscure all’interno della squadra. Prost prima combatté Mansell che era veloce quanto lui e riuscì a ridimensionarlo mettendolo in ombra dentro la squadra, accattivandosi le simpatie degli ingegneri proprio partecipando a quei meeting tecnici che Mansell snobbava. Poi combatté anche Fiorio, reo di aver cercato di ingaggiare Senna e mise l’allora presidente della Ferrari contro il suo stesso d.s. Finì per far implodere la Ferrari e l’anno dopo ne pagò le conseguenze perché licenziarono pure lui.

Ma sempre la storia della F1 ci aiuta a sostenere che non sempre una coppia di leader finisce per scoppiare travolta dalle rispettive forti personalità e dalle gelosie. Prendiamo le coppie formate da due campioni del mondo in carica, come nel caos di Alonso e Raikkonen. Prima di tutto va detto che sono pochissime, si contano sulle dita di due mani. Per esempio nel caso della Ferrari solo una volta Maranello ha messo insieme due iridati: accadde nel 1953, agli albori della F1, con Alberto Ascari e Nino Farina che avevano vinto il titolo rispettivamente uno e due anni prima. Dopo di allora la Ferrari non ha più fatto questa scelta (anche forse per ragioni economiche).

Il team che invece ha sempre perseverato in questa scelta è la McLaren che ben quattro volte negli ultimi 40 anni ha messo insieme due compagni già campioni del mondo: nel 1974 con Fittipaldi e Hulme; nel 1986 con Prost e Rosberg; nel 1989 con Senna e Prost e nel 2010/2011 con Button ed Hamilton. Poi lo fecero anche la Brabham nel 1967 (Brabham-Hulme) e la Lotus nel 1967 e ‘68 (Graham Hill e Jim Clark).

 Bene, sapete qual è la buona notizia? A parte il caso recente di Button-Hamilton, tutte le coppie iridate in quella stagione in cui correvano insieme hanno conquistato il titolo mondiale. Ascari fu campione nel ’53 con la Ferrari, Hulme nel ’67 con la Brabham, Hill nel ’68 con la Lotus; Fittipaldi nel ’74 con la McLaren, Prost nell’86 e nell’89 con la McLaren. Quindi non è affatto vero che le coppie iridate devono per forza scoppiare. Che sia di buon auspicio per la Ferrari 2014.

autore-alberto-sabbatiniL'autore

Alberto Sabbatini

Direttore responsabile di Autosprint dal 2007 e di Auto dal 2009, segue la F1 dagli Anni '80 e ha scritto in passato per Rombo, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Ama le corse di ogni genere e categoria e per raccontare meglio le proprie storie ama vivere dal vero le emozioni del motorsport partecipando di persona a diverse gare.
Source: Auto Sprint
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14 septembre 2013

Ferrari : 2 000 000 000 d’€ investis sur les 5 prochaines années


 

Luca di Montezemolo à Francfort


14 septembre 2013 - 15h52, par Olivier Ferret 

Le lancement d’une nouvelle Ferrari est toujours un événement spécial, surtout lorsque ce nouveau modèle porte le nom de... Speciale ! Dévoilé officiellement au Salon de Francfort par le Président Luca di Montezemolo, le Directeur général Amedeo Felisa et le Vice-président Piero Ferrari, le nouveau modèle spécial est devenu le centre d’attraction des médias dès l’ouverture du Salon Automobile International.

Le Président Montezemolo a profité de l’occasion pour faire une annonce importante concernant l’avenir de la société. « Nous allons investir deux milliards d’euros auto-financés sur les cinq prochaines années », a-t-il déclaré. « Ce chiffre ne comprend pas les investissements consentis en Formule 1, dont la technologie et le savoir-faire sont fréquemment transférés sur nos modèles routiers. La 458 Speciale en est le plus bel exemple. »

Cela représente une augmentation de 600 millions d’euros par rapport aux cinq années précédentes, qui ont abouti à la présentation de la gamme Ferrari la plus complète au Salon Automobile International.

« Ces voitures sont le résultat concret des investissements constants de la société pour sa gamme de produits », ajoute Montezemolo, qui a également confirmé la décision prise le 8 mai visant à réduire la production. « Cette année et en 2014, nous ne produirons pas plus de 7 000 voitures afin que la marque conserve son caractère exclusif. Cette stratégie a obtenu l’aval de l’actionnaire principal, FIAT, et de son Directeur général Sergio Marchionne. La stabilisation de la production actuelle aura pour effet de rallonger les listes d’attente et, par conséquent, d’accroître le prestige de la marque. Nous obtenons des résultats spectaculaires aux États-Unis, où nous aurions besoin de plus de 2 000 voitures pour répondre à la demande. La situation est également favorable au Japon, à Hong Kong, où nous fêterons nos 30 ans de présence sur ce marché, ainsi qu’aux Émirats. En Europe, les marchés allemand, suisse, danois et finlandais sont également porteurs. D’ici la fin de l’année, nous ouvrirons des showrooms à Casablanca au Maroc et à Bakou en Azerbaïdjan. Les demandes sont nombreuses, mais nous devons freiner la production. En effet, nous risquons d’inonder le marché de nos voitures et, par conséquent, de perdre le caractère exclusif de la marque. La force de la marque est quelque chose qui me tient à cœur : Le prestige de Ferrari doit rester au sommet. »

Néanmoins, il reste un autre défi à relever. « Toutefois, nous souhaitons également accroître nos bénéfices », poursuit le Président. « Nous allons nous concentrer fortement sur la marque pour y arriver, et nous nous attendons à enregistrer un bénéfice de 50 millions d’euros en fin d’année. Aujourd’hui, à l’échelle mondiale, 95 produits Ferrari sont vendus chaque minute dans nos 60 magasins et via le commerce électronique. Nous nous retrouvons ainsi proches des grandes marques de la mode. »

Enfin, il fallait inévitablement aborder le sujet de la Formule 1. « Il reste encore beaucoup de courses et nous nous battrons jusqu’au drapeau à damiers », déclare Montezemolo. « Je pense qu’il va falloir que tout le monde fasse un énorme effort, mais nous nous devons d’avoir une voiture compétitive. Je l’ai déjà dit, mais je le réaffirme : Je tiens à remercier tous les fans, qui ont montré tant d’affection et de compréhension. Cela doit nous inciter à redoubler d’efforts. L’ambiance serait peut-être meilleure si Vettel ne subissait pas tant les huées du public. Bravo à lui et à Red Bull. Quant à nos détracteurs et aux personnes dont la mémoire défaille, je leur rappellerai que Ferrari a toujours été au top ces dernières années. »

 

 

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11 septembre 2013

Kimi Raikkonen, e fata

La Ferrari ha ufficializzato sul suo sito il ritorno di Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese affiancherà Fernando Alonso per le prossime due stagioni.

Un ritorno che avevo gia annunciato due giorni fa.

Il pilota finlandese corse con il Cavallino già dal 2007 al 2009 riuscendo a vincere il titolo mondiale nella sua prima stagione in rosso nell'annata della spy story che coinvolse la McLaren dove correva Fernando Alonso in coppia con Lewis Hamilton.

"Sono davvero contento di ritornare a Maranello dopo averci trascorso tre anni fantastici e ricchi di vittorie", ha commentato Raikkonen. "Ho moltissimi ricordi che mi legano alla Ferrari e li ho sempre portati con me in questi anni, primo fra tutti l'indimenticabile vittoria del Mondiale nel 2007".

E sul suo rapporto con Alonso, ha aggiunto: "Non vedo l'ora di tornare alla guida di una Rossa, di ritrovare tante persone con le quali ho stretto forti legami e di lavorare insieme a Fernando, che ritengo un grande pilota straordinario, per regalare alla squadra i successi che si merita".

 

2007-Vallelunga-248 F1-Raikkonen 23 janvier-2 

 

2009-Sakhir-F60-Raikkonen-1

2009-Monaco-Raikkonen-podium-2

 

 

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