26 octobre 2013

Faites gâffe...

La nuit prochaine, n'oubliez pas de vous lever à 3h moins 5, de façon à mettre vos pendules, horloges, montres, chronos et tout le reste à 2 heures.

De façon à vous réveillez à l'heure demain matin.

 

a 3h il sera 2h

 

 

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20 octobre 2013

1"95... Nouveau record

F1 - Ferrari : nouveau record des arrêts aux stands en moins de 2s !

Elle vole le précédent record à Red Bull


20 octobre 2013 - 10h45, par Olivier Ferret 

 

Ca y est ! La barre des deux secondes pour un arrêt aux stands a été enfin franchie. Le record de Red Bull en Malaisie - 2s05 pour changer les 4 roues de Webber - a été battu par Ferrari lors du Grand Prix du Japon. La Scuderia annonce un temps de 1s95 !

"Définitivement, l’arrêt de Fernando Alonso à Suzuka en 1s95 est un temps excellent," se réjouit Diego Ioverno, responsable des opérations piste de Ferrari. "Faire 10 arrêts de suite en moins de 2s5 vaut plus en termes de constance mais quand la saison est difficile comme elle l’est pour nous, des résultats comme ceux-là aident à garder le moral dans l’équipe."

Un arrêt aux stands est tellement rapide de nos jours que l’on n’imagine pas toute la complexité d’un balai qui doit être synchronisé au centième de seconde.

"Le plus important c’est de pouvoir répéter tout cela à un très haut niveau. Faire le record c’est plaisant, bien entendu, mais nous préférons avoir la constance dans la rapidité," continue Ioverno. "Il faut considérer les mécaniciens comme des gardiens de but : tout arrêter, sans erreur, c’est la norme, mais une petite erreur qui vous coûte un but ou dans notre cas une place en piste, et vous êtes dans l’oeil du cyclone."

Ferrari a de bonnes statistiques en la matière. "Heureusement pour nous, cette année, tout se passe bien : sur 15 courses, nous avons été en moyenne les plus rapides sur plus de la moitié d’entre elles."

Cela n’a pas toujours été le cas, rappelle Ioverno. "Dans la première partie de 2011 nous n’étions pas très bons mais nous sommes restés avec le même groupe. Il a pris de la maturité, de l’expérience pendant que les ingénieurs simplifiaient ou amélioraient certaines choses comme, notamment, l’écrou de roue solidaire de la jante apparu en 2012."

"En 2011, un bon arrêt était sous les 3s5, un exceptionnel sous les 3s. En 2012 la moyenne est descendue à 2s8, un exceptionnel en 2s4. Aujourd’hui notre moyenne est à 2s48. Cependant nous arrivons à une limite. Le temps exceptionnel de 1s95 signé à Suzuka ne sera pas facile à battre avec des règles qui ne changent pas."

 

 

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05 octobre 2013

Le dernier a donner des conseils... prost

L'ultimo a dare concigli....

Chi continua a prefigurare disastri per la coppia Alonso-Raikkonen in Ferrari nel 2014 è un po’ troppo disfattista. Ma perché deve per forza andare male? Negli ultimi giorni abbiamo sentito pareri negativi da tanta gente, ma un giudizio critico in particolare mi ha colpito: quello di Alain Prost. Il 4 volte iridato ha spiegato che la coabitazione Alonso-Raikkonen sarà un bel rischio soprattutto perché secondo lui alla Ferrari manca un “capo” di polso, come erano Jean Todt e Ross Brawn in passato, per gestire due piloti di così grande esperienza e personalità. C’è un problema di ego quando si mettono insieme due campioni e secondo Prost, la ferrari non è pronta per affrontarlo e gestirlo al meglio.

Il fatto è che Prost è l’ultimo che dovrebbe dare giudizi perché fu proprio lui prima con Senna in McLaren poi con Mansell in Ferrari a combinare un sacco di guai e a spaccare lo spogliatoio, anzi la squadra. Del dualismo tra Alain e Ayrton se ne ricordano un po’ tutti. Forse meno Prost quando dice di aver «vissuto una annata stupenda con Senna nell’88 malgrado la rivalità fosse un po’ troppo accesa». Poi ha aggiunto che «ci capivamo molto bene e ci spingevamo a vicenda, però nel caso della Ferrari sarà più complicato».

Come? Come? Ci capivamo a vicenda? Prost ricorda il 1988, ma sorvola sull’anno successivo dove se le diedero di santa ragione, facendosi dispetti a raffica fino ad arrivare a Suzuka quando Prost sterzò volontariamente venti metri prima della chicane per incastrare le sue ruote in quelle di Senna che stava cercando di infilarlo all’interno. Tanto sapeva che in caso di ritiro di entrambi avrebbe vinto lui il titolo per la differenza punti.

Si potrebbe dire che Prost sa come si fa a spaccare una squadra. Allora cerchiamo di rinfrescarci la memoria per evitare di ricascarci. Lasciando perdere i litigi della coppia Prost-Senna dell’88-89 in McLaren, di cui si ricordano tutti, facciamo mente locale a quello che successe l’anno dopo, proprio in casa Ferrari, quando Maranello decise di ingaggiare Prost nel 1990 affiancandolo a Mansell.

Sembra la riproposizione della situazione odierna, ma con ruoli e personalità opposte; perché oggi è Raikkonen che assomiglia al Mansell d’una volta, in quanto è un pilota che parla poco, pensa solo a guidare e appena può abbandona il circuito disdegnando i meeting tecnici. Mentre Alonso, meticoloso e analitico, s’avvicina più a Prost per la sua visione strategica e le grandi doti “politiche”.

Ebbene, in quei lontani fine Anni ’80, poco prima di finire in coppia insieme, Mansell aveva speso parole di elogio per Prost. Lo ammirava in modo incondizionato e diceva che se avesse potuto scegliersi un compagno avrebbe voluto proprio lui perché riteneva Prost l’unico pilota da cui poteva ancora apprendere qualcosa. Sapete com’è finita? Tempo un annetto e, esasperato dalla coesistenza con Alain in Ferrari, Mansell finì per stringerlo contro il muretto box in partenza nel Gp Portogallo con grande rischio per entrambi, pur di danneggiarlo. Tanto il francese l’aveva esasperato con i suoi comportamenti “politici” dentro la squadra.

La storia deve servire da lezione alla Ferrari per evitare il ripetersi di dualismi fratricidi. Ma quello fu un caso limite, esasperato dalla figura di Prost, grandissimo pilota, ma anche tessitore di trame oscure all’interno della squadra. Prost prima combatté Mansell che era veloce quanto lui e riuscì a ridimensionarlo mettendolo in ombra dentro la squadra, accattivandosi le simpatie degli ingegneri proprio partecipando a quei meeting tecnici che Mansell snobbava. Poi combatté anche Fiorio, reo di aver cercato di ingaggiare Senna e mise l’allora presidente della Ferrari contro il suo stesso d.s. Finì per far implodere la Ferrari e l’anno dopo ne pagò le conseguenze perché licenziarono pure lui.

Ma sempre la storia della F1 ci aiuta a sostenere che non sempre una coppia di leader finisce per scoppiare travolta dalle rispettive forti personalità e dalle gelosie. Prendiamo le coppie formate da due campioni del mondo in carica, come nel caos di Alonso e Raikkonen. Prima di tutto va detto che sono pochissime, si contano sulle dita di due mani. Per esempio nel caso della Ferrari solo una volta Maranello ha messo insieme due iridati: accadde nel 1953, agli albori della F1, con Alberto Ascari e Nino Farina che avevano vinto il titolo rispettivamente uno e due anni prima. Dopo di allora la Ferrari non ha più fatto questa scelta (anche forse per ragioni economiche).

Il team che invece ha sempre perseverato in questa scelta è la McLaren che ben quattro volte negli ultimi 40 anni ha messo insieme due compagni già campioni del mondo: nel 1974 con Fittipaldi e Hulme; nel 1986 con Prost e Rosberg; nel 1989 con Senna e Prost e nel 2010/2011 con Button ed Hamilton. Poi lo fecero anche la Brabham nel 1967 (Brabham-Hulme) e la Lotus nel 1967 e ‘68 (Graham Hill e Jim Clark).

 Bene, sapete qual è la buona notizia? A parte il caso recente di Button-Hamilton, tutte le coppie iridate in quella stagione in cui correvano insieme hanno conquistato il titolo mondiale. Ascari fu campione nel ’53 con la Ferrari, Hulme nel ’67 con la Brabham, Hill nel ’68 con la Lotus; Fittipaldi nel ’74 con la McLaren, Prost nell’86 e nell’89 con la McLaren. Quindi non è affatto vero che le coppie iridate devono per forza scoppiare. Che sia di buon auspicio per la Ferrari 2014.

autore-alberto-sabbatiniL'autore

Alberto Sabbatini

Direttore responsabile di Autosprint dal 2007 e di Auto dal 2009, segue la F1 dagli Anni '80 e ha scritto in passato per Rombo, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Ama le corse di ogni genere e categoria e per raccontare meglio le proprie storie ama vivere dal vero le emozioni del motorsport partecipando di persona a diverse gare.
Source: Auto Sprint
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14 septembre 2013

Ferrari : 2 000 000 000 d’€ investis sur les 5 prochaines années


 

Luca di Montezemolo à Francfort


14 septembre 2013 - 15h52, par Olivier Ferret 

Le lancement d’une nouvelle Ferrari est toujours un événement spécial, surtout lorsque ce nouveau modèle porte le nom de... Speciale ! Dévoilé officiellement au Salon de Francfort par le Président Luca di Montezemolo, le Directeur général Amedeo Felisa et le Vice-président Piero Ferrari, le nouveau modèle spécial est devenu le centre d’attraction des médias dès l’ouverture du Salon Automobile International.

Le Président Montezemolo a profité de l’occasion pour faire une annonce importante concernant l’avenir de la société. « Nous allons investir deux milliards d’euros auto-financés sur les cinq prochaines années », a-t-il déclaré. « Ce chiffre ne comprend pas les investissements consentis en Formule 1, dont la technologie et le savoir-faire sont fréquemment transférés sur nos modèles routiers. La 458 Speciale en est le plus bel exemple. »

Cela représente une augmentation de 600 millions d’euros par rapport aux cinq années précédentes, qui ont abouti à la présentation de la gamme Ferrari la plus complète au Salon Automobile International.

« Ces voitures sont le résultat concret des investissements constants de la société pour sa gamme de produits », ajoute Montezemolo, qui a également confirmé la décision prise le 8 mai visant à réduire la production. « Cette année et en 2014, nous ne produirons pas plus de 7 000 voitures afin que la marque conserve son caractère exclusif. Cette stratégie a obtenu l’aval de l’actionnaire principal, FIAT, et de son Directeur général Sergio Marchionne. La stabilisation de la production actuelle aura pour effet de rallonger les listes d’attente et, par conséquent, d’accroître le prestige de la marque. Nous obtenons des résultats spectaculaires aux États-Unis, où nous aurions besoin de plus de 2 000 voitures pour répondre à la demande. La situation est également favorable au Japon, à Hong Kong, où nous fêterons nos 30 ans de présence sur ce marché, ainsi qu’aux Émirats. En Europe, les marchés allemand, suisse, danois et finlandais sont également porteurs. D’ici la fin de l’année, nous ouvrirons des showrooms à Casablanca au Maroc et à Bakou en Azerbaïdjan. Les demandes sont nombreuses, mais nous devons freiner la production. En effet, nous risquons d’inonder le marché de nos voitures et, par conséquent, de perdre le caractère exclusif de la marque. La force de la marque est quelque chose qui me tient à cœur : Le prestige de Ferrari doit rester au sommet. »

Néanmoins, il reste un autre défi à relever. « Toutefois, nous souhaitons également accroître nos bénéfices », poursuit le Président. « Nous allons nous concentrer fortement sur la marque pour y arriver, et nous nous attendons à enregistrer un bénéfice de 50 millions d’euros en fin d’année. Aujourd’hui, à l’échelle mondiale, 95 produits Ferrari sont vendus chaque minute dans nos 60 magasins et via le commerce électronique. Nous nous retrouvons ainsi proches des grandes marques de la mode. »

Enfin, il fallait inévitablement aborder le sujet de la Formule 1. « Il reste encore beaucoup de courses et nous nous battrons jusqu’au drapeau à damiers », déclare Montezemolo. « Je pense qu’il va falloir que tout le monde fasse un énorme effort, mais nous nous devons d’avoir une voiture compétitive. Je l’ai déjà dit, mais je le réaffirme : Je tiens à remercier tous les fans, qui ont montré tant d’affection et de compréhension. Cela doit nous inciter à redoubler d’efforts. L’ambiance serait peut-être meilleure si Vettel ne subissait pas tant les huées du public. Bravo à lui et à Red Bull. Quant à nos détracteurs et aux personnes dont la mémoire défaille, je leur rappellerai que Ferrari a toujours été au top ces dernières années. »

 

 

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11 septembre 2013

Kimi Raikkonen, e fata

La Ferrari ha ufficializzato sul suo sito il ritorno di Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese affiancherà Fernando Alonso per le prossime due stagioni.

Un ritorno che avevo gia annunciato due giorni fa.

Il pilota finlandese corse con il Cavallino già dal 2007 al 2009 riuscendo a vincere il titolo mondiale nella sua prima stagione in rosso nell'annata della spy story che coinvolse la McLaren dove correva Fernando Alonso in coppia con Lewis Hamilton.

"Sono davvero contento di ritornare a Maranello dopo averci trascorso tre anni fantastici e ricchi di vittorie", ha commentato Raikkonen. "Ho moltissimi ricordi che mi legano alla Ferrari e li ho sempre portati con me in questi anni, primo fra tutti l'indimenticabile vittoria del Mondiale nel 2007".

E sul suo rapporto con Alonso, ha aggiunto: "Non vedo l'ora di tornare alla guida di una Rossa, di ritrovare tante persone con le quali ho stretto forti legami e di lavorare insieme a Fernando, che ritengo un grande pilota straordinario, per regalare alla squadra i successi che si merita".

 

2007-Vallelunga-248 F1-Raikkonen 23 janvier-2 

 

2009-Sakhir-F60-Raikkonen-1

2009-Monaco-Raikkonen-podium-2

 

 

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09 septembre 2013

Raikkonen et Ferrari. C'est fait

E cosa ormai fataEt ça me rejouit au plus haut point.
demain ou Mercredi, la nouvelle sera annoncé officiellement.

Il est le quatrième pilote (F1) à faire son retour chez Ferrari.
Avant lui, Jacky Ickx était revenu, 1968 après une parenthèse chez Brabham retour de 1970 à 73.
Regazzoni de 1970 à 72 et 1974 à 76
Berger 1987 à 88 et de 1993 à 95,
et Raikkonen 2007 à 2009, sera de retour l'an prochain, aux côtés d'Alonso.

Alonso & Raikkonen



Là enfin Ferrari me plait, ils se donne les moyens.

2007-Interlagos-Raikkonen-titre mondial-07

 

Raikkonen, c'est le dernier titre pilote chez Ferrari, 2007.

2008-Hungaroring-Raikkonen-podium

 

Grazie mille Luca.

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06 septembre 2013

A mio padre piaceva tutto di questa gara

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A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari. "A mio padre piaceva tutto di questa gara"

A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari.

Dopo la serata di beneficenza “Playing For Children”, il figlio del Fondatore ed attuale Vicepresidente dell’azienda apre il libro dei ricordi e si racconta. Così

       
MONZA - Il Gp d'Italia, per la Ferrari è una sorta di appuntamento con il cuore. Così, dopo la serata all’insegna della solidarietà (la partita allo stadio del capoluogo brianzolo “Playing For Children”, manifestazione a scopo benefico) ad inaugurare il weekend di Monza, sede della 83esima edizione del Gran Premio d’Italia arriva una lettera aperta di Piero Ferrari, figlio del Drake ed attuale Vicepresidente e azionista dell’azienda. E' lui il filo conduttore che attraversa quasi tutta la storia del marchio più forte del mondo ed a lui la Ferrari si affida per aprire il forziere dei ricordi.

Così con una bella lettera Piero Ferrari racconta le pagine più belle dell’album di Monza. Eccola in versione integrale.

“L’appuntamento di Monza è sempre stato speciale per noi” – racconta – “Ricordo bene che mio padre era tassativo e qualche settimana prima della gara inviava a tutto il personale della Gestione Sportiva la comunicazione che le ferie erano ‘sospese fino a dopo il Gran Premio d’Italia’. A lui piaceva tutto di Monza, in particolare la velocità delle vetture e la passione della gente. Bisognava prepararsi a puntino e ancora oggi credo che ognuno di noi condivida le stesse sensazioni quando ci si avvicina a questo Gran Premio.

A Monza sono legati anche dei ricordi tragici, alcuni vissuti di riflesso perché era ancora un bambino, come la morte di Alberto Ascari, vittima di un
incidente in occasione di un test privato il 26 maggio 1955: “Mio padre non volle mai entrare nei dettagli ma io capii che era rimasto molto colpito da quella tragedia. Già ci era rimasto male quando Ascari aveva lasciato la squadra per passare alla Lancia poi avvenne quell’incidente, oltretutto mentre guidava una Ferrari praticamente per caso perché quella era la vettura che Castellotti avrebbe dovuto usare in una gara Sport la settimana successiva. Non ci furono testimoni oculari dell’incidente e mio padre non seppe mai che cosa era veramente accaduto”.

Anche la prima esperienza di Piero Ferrari dal vivo a Monza fu segnata da un evento tragico: “Era il 1961 ed io ero in tribuna centrale per seguire la corsa. Alla fine eravamo contenti perché Phil Hill aveva vinto e, grazie a quel successo, si era laureato campione del mondo. Tutti intorno a me gioivano perché non sapevano che cosa era accaduto all’inizio della gara alla Parabolica, dove von Trips era volato fuori pista in mezzo al pubblico, trovando la morte e provocando una strage. Dovete pensare che, all’epoca, non esistevano i maxischermi come oggi, quindi non si vedeva nulla di quello che accadeva negli altri punti del circuito. Uscimmo dalla tribuna felici per il risultato sportivo ma quel sentimento svanì una volta in automobile sulla strada del ritorno, quando dall’autoradio apprendemmo quello che era successo”.

Tre le vittorie cui il Vicepresidente è particolarmente legato, due ottenute dallo stesso pilota, Clay Regazzoni. “La prima risale al 1970, all’epoca in cui vincere a Monza era una questione di scie: c’erano delle lotte serratissime per tutta la gara, tanto che in quella gara furono ben sei i piloti che si alternarono in testa. Clay riuscì progressivamente a scrollarsi di dosso tutti gli avversari e a vincere, battendo alla fine Stewart. La seconda, cinque anni più tardi, vide ancora Clay imporsi, stavolta davanti a Fittipaldi e a Lauda. Proprio Niki quel giorno conquistò il Mondiale: ci mancava ormai da troppi anni e fu bellissimo riconquistarlo proprio a Monza, davanti al nostro pubblico”.

La terza vittoria non può che essere quella del 1988, con la magnifica doppietta di Gerhard Berger e Michele Alboreto a meno di un mese dalla scomparsa del Fondatore: “Fu quasi una coincidenza astrale. Noi ci eravamo preparati come non mai per quella gara, sapevamo che era l’unica occasione per far bene in una stagione dominata dalla McLaren: ‘o la va o la spacca’, ci dicemmo prima della partenza per Monza. Ce la mettemmo tutta e andò bene, anzi benissimo. Ci fu un pizzico di fortuna, sotto forma di alcune circostanze che ci fecero pensare che da lassù qualcuno stesse guardando il Parco: almeno è bello pensare che sia andata proprio così!”

Fra i tanti che ha conosciuto, due piloti hanno lasciato un segno in Piero Ferrari. Entrambi, curiosamente, si sono laureati campioni del mondo proprio a Monza: “Uno è Niki, un pilota straordinario con cui avevo e ho tuttora un rapporto di grande simpatia che ha resistito al trascorrere del tempo. L’altro è Jody Scheckter, un uomo sempre con i piedi per terra. Quando vinse il titolo comprese che la Formula 1 non era più il suo mondo e, un anno dopo, si ritirò e si dedicò agli affari: anche con lui ho mantenuto un bel rapporto”.

PIERO FERRARI   (05 settembre 2013)
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F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''

F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''Luca di Montezemolo

Il presidente della 'Rossa' emozionato in vista del GP d'Italia: "Sarà un tracciato anacronistico, ma è un appuntamento che non può mancare nel Mondiale"

       
MONZA - Per tutto il team della Ferrari e per i tifosi della 'Rossa' il dodicesimo appuntamento del Mondiale di F1 non sarà come gli altri. Si corre infatti il Gran Premio d'Italia, a Monza, un circuito speciale per il presidente della scuderia di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, che, attraverso il sito ferrari.com, ha esternato i suoi sentimenti: "Monza può sembrare una pista anacronistica con quattro curve e tre chicane, ma qui vale lo stesso discorso di Monte Carlo: entrambe sono due facce imprescindibili di questo nostro sport, una per il glamour che circonda la gara, l'altra per l'emozione che solo la velocità sa dare. E la Ferrari in questo Gp da sempre qualcosa in più".

RICORDI AGRODOLCI -Montezemolo ripercorre i tanti ricordi, positivi e non, che lo legano al Gran Premio di Monza: "Bellissimi ma anche molto dolorosi. Penso ad esempio all'impressione che mi fece il tragico incidente che segnò l'edizione del 1961, con la vettura di von Trips che volò fra il pubblico alla Parabolica: fu un episodio che mi impressionò moltissimo e mi fece capire subito quanto le corse in automobile fossero tanto affascinanti quanto rischiose. E fu proprio a Monza che vidi il mio primo Gran Premio dal vivo, nel 1966: quel giorno vinse Lodovico Scarfiotti al volante di una Ferrari e fu l'ultimo successo di un pilota italiano nella corsa di casa". "La vittoria di Regazzoni e il terzo posto di Lauda nel 1975 furono motivo di grande soddisfazione e gioia: fu il mio primo
mondiale  -  continua  -  Con quel risultato infatti portammo a casa sia il titolo Piloti che quello Costruttori, riportando dopo undici anni di attesa la Ferrari davanti a tutti". Inevitabile anche ricordare i trionfi di Michael Schumacher: "Penso al 1996 quando Michael Schumacher vinse la corsa dando il definitivo segnale che, da allora in avanti, potevamo rientrare nel giro delle grandi squadre. Penso al 2000, quando Michael piegò il grande rivale Hakkinen e dette il via a quel fantastico rush di quattro vittorie consecutive che ci fece tornare, dopo ventun anni d'attesa, sul tetto del mondo. E al 2006  -  aggiunge  -  quando ancora Michael colse un trionfo bellissimo proprio nel giorno in cui annunciava il suo ritiro dalle corse (quello vero, perché per me dopo ha corso un gemello che non conosco...)".

Montezemolo si augura di assistere a un weekend positivo per la 'Rossa': "Si dice che non faccia differenza correre davanti al proprio pubblico ma credo che non sia così. Vale per la squadra, vale per i piloti  -  i nostri, anche gli stranieri, diventano italiani d'adozione quando sono vestiti di rosso  -  ma vale anche per le vetture. Sarà irrazionale, non lo nascondo, ma sono convinto che anche le sospensioni, le ali, i motori di una Ferrari quando possono correre a Monza danno qualcosa in più, qualcosa che può fare la differenza".

DOMENICALI: "TIFOSI TI FANNO AMARE QUESTO SPORT" - Grande emozione anche per Stefano Domenicali, che vive con la sua famiglia a Monza. "Ci sono stati successi straordinari ma quello che mi è rimasto più nel cuore è certamente l'ultimo, quello di Fernando Alonso nel 2010  -  dice  -  Fu una corsa tiratissima, vinta con un lavoro di gruppo eccezionale: piloti, pit-stop, strategia, tutto fu perfetto quel giorno. Per questo dopo la cerimonia di premiazione ufficiale  -  un brivido essere lassù insieme a Fernando e Felipe  -  portammo tutti su quella fantastica piattaforma sospesa nel vuoto a vedere la marea dei nostri tifosi in festa: sono emozioni del genere che ti fanno amare questo sport e che ti danno la forza nei momenti più difficili", conclude il 'Team Principal'della Ferrari.

(04 settembre 2013) ©Riproduzione riservata

 

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05 septembre 2013

Rallye de régularité, Genève Cannes Classic...

C'est ici.  Départ à Genève, le Jeudi 19 Septembre prochain.

 

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16 août 2013

Tu t'te prends pour Schumacher?...

16 août 2013 - 10h15, par Camille Komaël 

Michael Schumacher a beau s’être retiré de la Formule 1 pour la deuxième fois fin 2012, il reste néanmoins un modèle pour certains jeunes. Et parfois pas dans le bon sens du terme, puisqu’il apparaît que des jeunes chiliens se filment dans leurs "exploits" sur les routes. Dans les expressions coutumières, on appelle cela se prendre pour Fangio. Mais les Chiliens préfèrent eux se comparer au septuple champion du monde dans leurs vidéos !

Du coup, le gouvernement chilien a contacté Michael Schumacher pour une campagne de sécurité routière. C’est ainsi que l’Allemand apparaît dans une vidéo où il demande aux conducteurs de ne pas être "stupides" au volant.

"Je sais que vous pensez que vous conduisez bien, que ce n’est pas grave d’aller vite. Vos amis disent que vous êtes un ’Schumacher’ et vous pensez que vous êtes un bon conducteur, mais s’il vous plaît ne soyez pas stupides", dit l’ex-pilote de F1 dans ce clip publicitaire. Des panneaux ont aussi été déployés au Chili.

Interrogé par le journal El Mercurio, Michael Schumacher explique : "Je l’ai pris personnellement car ils utilisaient mon nom. Ce n’est pas bien du tout, parce que je ne conduis jamais vite sur les routes normales. Je suis un pilote de course, et la course doit être clairement séparée de la vie normale", a-t-il tenu à rappeler."

 

2004-Spa-F2004-Schumacher-7em titre mondial

2007-Barcelone-Schumacher

 

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14 août 2013

18 Fevrier 1898/ 14 Aout 1988...

Enzo Ferrari était né un 18 Fevrier, mais déclaré par son Père seulement le 20.

En annonçant son décès avec un jour de retard, la famille, à sans doute voulu lui rendre un de ses deux jours perdus.

 

1974-Enzo & Montezemolo-Maranello

 

1919-1988-Enzo-1

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1919-1988-Enzo

1919-Enzo-Parma Poggio di Berceto-2

1919-Enzo-Targa Florio

1920-Enzo-Isotta Fraschini-Mugello

1924-Enzo-Circuito del Savio

1929-Enzo_Verdelli_Angiolini (Zamora)-tre Provincie Mugello

1960-Enzo-250 GT Berlinetta-Monza-1

1960-Enzo-Maranello-400 Superamerica Special-2257-54083 MO-2

1964-Enzo-Maranello-500 Superfast

1969-Enzo_Caliri_Parkes & 312 P Berlinetta-Modena

1988-Enzo-Fiorano maison

 

 

D'autres photos ici.

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