06 septembre 2013

A mio padre piaceva tutto di questa gara

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A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari. "A mio padre piaceva tutto di questa gara"

A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari.

Dopo la serata di beneficenza “Playing For Children”, il figlio del Fondatore ed attuale Vicepresidente dell’azienda apre il libro dei ricordi e si racconta. Così

       
MONZA - Il Gp d'Italia, per la Ferrari è una sorta di appuntamento con il cuore. Così, dopo la serata all’insegna della solidarietà (la partita allo stadio del capoluogo brianzolo “Playing For Children”, manifestazione a scopo benefico) ad inaugurare il weekend di Monza, sede della 83esima edizione del Gran Premio d’Italia arriva una lettera aperta di Piero Ferrari, figlio del Drake ed attuale Vicepresidente e azionista dell’azienda. E' lui il filo conduttore che attraversa quasi tutta la storia del marchio più forte del mondo ed a lui la Ferrari si affida per aprire il forziere dei ricordi.

Così con una bella lettera Piero Ferrari racconta le pagine più belle dell’album di Monza. Eccola in versione integrale.

“L’appuntamento di Monza è sempre stato speciale per noi” – racconta – “Ricordo bene che mio padre era tassativo e qualche settimana prima della gara inviava a tutto il personale della Gestione Sportiva la comunicazione che le ferie erano ‘sospese fino a dopo il Gran Premio d’Italia’. A lui piaceva tutto di Monza, in particolare la velocità delle vetture e la passione della gente. Bisognava prepararsi a puntino e ancora oggi credo che ognuno di noi condivida le stesse sensazioni quando ci si avvicina a questo Gran Premio.

A Monza sono legati anche dei ricordi tragici, alcuni vissuti di riflesso perché era ancora un bambino, come la morte di Alberto Ascari, vittima di un
incidente in occasione di un test privato il 26 maggio 1955: “Mio padre non volle mai entrare nei dettagli ma io capii che era rimasto molto colpito da quella tragedia. Già ci era rimasto male quando Ascari aveva lasciato la squadra per passare alla Lancia poi avvenne quell’incidente, oltretutto mentre guidava una Ferrari praticamente per caso perché quella era la vettura che Castellotti avrebbe dovuto usare in una gara Sport la settimana successiva. Non ci furono testimoni oculari dell’incidente e mio padre non seppe mai che cosa era veramente accaduto”.

Anche la prima esperienza di Piero Ferrari dal vivo a Monza fu segnata da un evento tragico: “Era il 1961 ed io ero in tribuna centrale per seguire la corsa. Alla fine eravamo contenti perché Phil Hill aveva vinto e, grazie a quel successo, si era laureato campione del mondo. Tutti intorno a me gioivano perché non sapevano che cosa era accaduto all’inizio della gara alla Parabolica, dove von Trips era volato fuori pista in mezzo al pubblico, trovando la morte e provocando una strage. Dovete pensare che, all’epoca, non esistevano i maxischermi come oggi, quindi non si vedeva nulla di quello che accadeva negli altri punti del circuito. Uscimmo dalla tribuna felici per il risultato sportivo ma quel sentimento svanì una volta in automobile sulla strada del ritorno, quando dall’autoradio apprendemmo quello che era successo”.

Tre le vittorie cui il Vicepresidente è particolarmente legato, due ottenute dallo stesso pilota, Clay Regazzoni. “La prima risale al 1970, all’epoca in cui vincere a Monza era una questione di scie: c’erano delle lotte serratissime per tutta la gara, tanto che in quella gara furono ben sei i piloti che si alternarono in testa. Clay riuscì progressivamente a scrollarsi di dosso tutti gli avversari e a vincere, battendo alla fine Stewart. La seconda, cinque anni più tardi, vide ancora Clay imporsi, stavolta davanti a Fittipaldi e a Lauda. Proprio Niki quel giorno conquistò il Mondiale: ci mancava ormai da troppi anni e fu bellissimo riconquistarlo proprio a Monza, davanti al nostro pubblico”.

La terza vittoria non può che essere quella del 1988, con la magnifica doppietta di Gerhard Berger e Michele Alboreto a meno di un mese dalla scomparsa del Fondatore: “Fu quasi una coincidenza astrale. Noi ci eravamo preparati come non mai per quella gara, sapevamo che era l’unica occasione per far bene in una stagione dominata dalla McLaren: ‘o la va o la spacca’, ci dicemmo prima della partenza per Monza. Ce la mettemmo tutta e andò bene, anzi benissimo. Ci fu un pizzico di fortuna, sotto forma di alcune circostanze che ci fecero pensare che da lassù qualcuno stesse guardando il Parco: almeno è bello pensare che sia andata proprio così!”

Fra i tanti che ha conosciuto, due piloti hanno lasciato un segno in Piero Ferrari. Entrambi, curiosamente, si sono laureati campioni del mondo proprio a Monza: “Uno è Niki, un pilota straordinario con cui avevo e ho tuttora un rapporto di grande simpatia che ha resistito al trascorrere del tempo. L’altro è Jody Scheckter, un uomo sempre con i piedi per terra. Quando vinse il titolo comprese che la Formula 1 non era più il suo mondo e, un anno dopo, si ritirò e si dedicò agli affari: anche con lui ho mantenuto un bel rapporto”.

PIERO FERRARI   (05 settembre 2013)
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F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''

F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''Luca di Montezemolo

Il presidente della 'Rossa' emozionato in vista del GP d'Italia: "Sarà un tracciato anacronistico, ma è un appuntamento che non può mancare nel Mondiale"

       
MONZA - Per tutto il team della Ferrari e per i tifosi della 'Rossa' il dodicesimo appuntamento del Mondiale di F1 non sarà come gli altri. Si corre infatti il Gran Premio d'Italia, a Monza, un circuito speciale per il presidente della scuderia di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, che, attraverso il sito ferrari.com, ha esternato i suoi sentimenti: "Monza può sembrare una pista anacronistica con quattro curve e tre chicane, ma qui vale lo stesso discorso di Monte Carlo: entrambe sono due facce imprescindibili di questo nostro sport, una per il glamour che circonda la gara, l'altra per l'emozione che solo la velocità sa dare. E la Ferrari in questo Gp da sempre qualcosa in più".

RICORDI AGRODOLCI -Montezemolo ripercorre i tanti ricordi, positivi e non, che lo legano al Gran Premio di Monza: "Bellissimi ma anche molto dolorosi. Penso ad esempio all'impressione che mi fece il tragico incidente che segnò l'edizione del 1961, con la vettura di von Trips che volò fra il pubblico alla Parabolica: fu un episodio che mi impressionò moltissimo e mi fece capire subito quanto le corse in automobile fossero tanto affascinanti quanto rischiose. E fu proprio a Monza che vidi il mio primo Gran Premio dal vivo, nel 1966: quel giorno vinse Lodovico Scarfiotti al volante di una Ferrari e fu l'ultimo successo di un pilota italiano nella corsa di casa". "La vittoria di Regazzoni e il terzo posto di Lauda nel 1975 furono motivo di grande soddisfazione e gioia: fu il mio primo
mondiale  -  continua  -  Con quel risultato infatti portammo a casa sia il titolo Piloti che quello Costruttori, riportando dopo undici anni di attesa la Ferrari davanti a tutti". Inevitabile anche ricordare i trionfi di Michael Schumacher: "Penso al 1996 quando Michael Schumacher vinse la corsa dando il definitivo segnale che, da allora in avanti, potevamo rientrare nel giro delle grandi squadre. Penso al 2000, quando Michael piegò il grande rivale Hakkinen e dette il via a quel fantastico rush di quattro vittorie consecutive che ci fece tornare, dopo ventun anni d'attesa, sul tetto del mondo. E al 2006  -  aggiunge  -  quando ancora Michael colse un trionfo bellissimo proprio nel giorno in cui annunciava il suo ritiro dalle corse (quello vero, perché per me dopo ha corso un gemello che non conosco...)".

Montezemolo si augura di assistere a un weekend positivo per la 'Rossa': "Si dice che non faccia differenza correre davanti al proprio pubblico ma credo che non sia così. Vale per la squadra, vale per i piloti  -  i nostri, anche gli stranieri, diventano italiani d'adozione quando sono vestiti di rosso  -  ma vale anche per le vetture. Sarà irrazionale, non lo nascondo, ma sono convinto che anche le sospensioni, le ali, i motori di una Ferrari quando possono correre a Monza danno qualcosa in più, qualcosa che può fare la differenza".

DOMENICALI: "TIFOSI TI FANNO AMARE QUESTO SPORT" - Grande emozione anche per Stefano Domenicali, che vive con la sua famiglia a Monza. "Ci sono stati successi straordinari ma quello che mi è rimasto più nel cuore è certamente l'ultimo, quello di Fernando Alonso nel 2010  -  dice  -  Fu una corsa tiratissima, vinta con un lavoro di gruppo eccezionale: piloti, pit-stop, strategia, tutto fu perfetto quel giorno. Per questo dopo la cerimonia di premiazione ufficiale  -  un brivido essere lassù insieme a Fernando e Felipe  -  portammo tutti su quella fantastica piattaforma sospesa nel vuoto a vedere la marea dei nostri tifosi in festa: sono emozioni del genere che ti fanno amare questo sport e che ti danno la forza nei momenti più difficili", conclude il 'Team Principal'della Ferrari.

(04 settembre 2013) ©Riproduzione riservata

 

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05 septembre 2013

Rallye de régularité, Genève Cannes Classic...

C'est ici.  Départ à Genève, le Jeudi 19 Septembre prochain.

 

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16 août 2013

Tu t'te prends pour Schumacher?...

16 août 2013 - 10h15, par Camille Komaël 

Michael Schumacher a beau s’être retiré de la Formule 1 pour la deuxième fois fin 2012, il reste néanmoins un modèle pour certains jeunes. Et parfois pas dans le bon sens du terme, puisqu’il apparaît que des jeunes chiliens se filment dans leurs "exploits" sur les routes. Dans les expressions coutumières, on appelle cela se prendre pour Fangio. Mais les Chiliens préfèrent eux se comparer au septuple champion du monde dans leurs vidéos !

Du coup, le gouvernement chilien a contacté Michael Schumacher pour une campagne de sécurité routière. C’est ainsi que l’Allemand apparaît dans une vidéo où il demande aux conducteurs de ne pas être "stupides" au volant.

"Je sais que vous pensez que vous conduisez bien, que ce n’est pas grave d’aller vite. Vos amis disent que vous êtes un ’Schumacher’ et vous pensez que vous êtes un bon conducteur, mais s’il vous plaît ne soyez pas stupides", dit l’ex-pilote de F1 dans ce clip publicitaire. Des panneaux ont aussi été déployés au Chili.

Interrogé par le journal El Mercurio, Michael Schumacher explique : "Je l’ai pris personnellement car ils utilisaient mon nom. Ce n’est pas bien du tout, parce que je ne conduis jamais vite sur les routes normales. Je suis un pilote de course, et la course doit être clairement séparée de la vie normale", a-t-il tenu à rappeler."

 

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14 août 2013

18 Fevrier 1898/ 14 Aout 1988...

Enzo Ferrari était né un 18 Fevrier, mais déclaré par son Père seulement le 20.

En annonçant son décès avec un jour de retard, la famille, à sans doute voulu lui rendre un de ses deux jours perdus.

 

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D'autres photos ici.

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09 août 2013

Pit-Stop 2013...

 


9 août 2013 - 12h25, par Camille Komaël 

Le journal allemand Auto Motor und Sport s’est penché sur les arrêts aux stands de la première moitié de saison 2013 en faisant une moyenne du temps mis pour chaque équipe.

- Sans surprise, on trouve Red Bull en première position, malgré deux roues mal attachées pour Mark Webber. 2 secondes 83 de moyenne. Encore plus parlant : les cinq arrêts aux stands les plus rapides ont été réalisés par Red Bull. Il s’agit du deuxième arrêt de Webber en Malaisie (2 secondes 13), juste devant le 4è de Vettel à Sepang également, à égalité avec son première arrêt en Espagne (2 secondes 15). On retrouve ensuite le 4è arrêt de Webber en Malaisie (2 secondes 16) et le premier arrêt de Vettel en Allemagne (2 secondes 20).

- Ferrari est à la deuxième position du classement, avec 2 secondes 90. Les mécaniciens de la Scuderia sont entrés en action à 54 reprises depuis le début de la saison et ne sont pas très loin de Red Bull.

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- Troisième, Mercedes a amélioré son score lors des dernières courses. Elle est toutefois au-dessus de la barre des 3 secondes, avec une moyenne de 3 secondes 06. A noter que Ron Meadows, le directeur sportif de l’équipe clame que "nous avons chronométré un arrêt en 1 seconde 6 à l’entrainement au Nurburgring. Evidemment il n’y a pas la tension de la course lors des essais."

- Avec un arrêt aux stands raté pour Jenson Button en Malaisie, McLaren ne se retrouve que 4è, avec une moyenne très proche de celle de Mercedes : 3 secondes 10.

- Beaucoup moins d’arrêts aux stands que les autres équipes pour Lotus, qui maîtrise bien la dégradation des pneus Pirelli. Mais Lotus peut encore gagner du temps aux arrêts aux stands puisqu’avec 3 secondes 40 en moyenne sur les 49 changements de pneus effectués, l’équipe n’est que cinquième du classement.

- La première équipe du milieu de tableau est Toro Rosso, avec 3 secondes 91 de moyenne, qui peut donc apprendre encore de sa grande sœur, Red Bull.

- Très proche de Toro Rosso, Sauber se trouve à la septième place avec 3 secondes 94. A Silverstone, l’équipe a même battu son record personnel en effectuant un arrêt aux stands en 2 secondes 35.

- Caterham est la première équipe au-dessus des 4 secondes, mais elle peut se réjouir de n’être pas dans les deux dernières. 4 secondes 54 de moyenne pour les verts, du bon travail pour une petite équipe.

- Et c’est très serré entre les deux petits poucets de la F1 car Marussia est quasiment à égalité avec Caterham : 4 secondes 55 !

- Si Force India a réalisé un bon début de saison en piste, il en va autrement lors des arrêts aux stands, où beaucoup d’erreurs ont été commises. Cela se ressent au moment de faire la moyenne : 5 secondes 44, bien loin de leurs concurrents pour les points !

- Williams ferme la marche, et d’assez loin. 6 secondes 10 de moyenne, c’est beaucoup trop pour une équipe qui dit viser les points, dans ce contexte de féroce concurrence.

 

 

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06 juin 2013

Des Princesses II...

Disponibles et sympas, entre autres, Gisèle Thirionet

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"Avant j'avais un Porsche 911, plus facile a conduire, surtout les vitesses qui passaient comme du beurre, par contre avec la Dino, parfois c'est accrobatique". "Mais y a pas photo, la Dino c'est autre chose" puis je lui demandé si elle pouvait m'ouvrir le compatiment moteur: "Pas de problèmes!"

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J'ai discuté également avec Emmanuelle Bouriez, tout aussi sympa et dispo.

Quand je lui ai demandé le n° de chassis, elle m'a sorti sa carte d'immatriculation Belge,

Elle m'a demandé pourquoi je souhaitais avoir le n° de chassis, je lui ai répondu que je répertoriai toutes les Ferrari que j'avais vues depuis 1966, elle est restée scotcher. Son mari était comme moi.

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À bientôt.

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04 juin 2013

Des Princesses....

À Aix-les-Bains hier soir à l'arrivé au parc fermé, et ce matin pour le départ chrono.

 

Princesses 2013: 250 GT PF Cabriolet 1961 B Laureys/ M Goegebeur

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En discution avec G Thirionet, disponible, et sympa:

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Faites comme moi, donnez un coup de mains à la CPAM, annulez vous RdV chez le yeustiste, et allez regarder des Ferrari.

 

Pour le Plai-Sir

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Toutes nos photos sont ici

 

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25 avril 2013

Ferrari : la marque la plus influente du monde

Ferrari : la marque la plus influente du monde

Maranello, le 18 février

Ferrari est la marque la plus influente du monde. Il ne s'agit pas là que de l'opinion des millions de fans de la marque au Cheval Cabré à travers le monde, ni de celle des clients qui, année après année, continuent de s'offrir les véhicules de Maranello. Cette affirmation est le résultat du classement annuel établi par Brand Finance, expert en valorisation des marques.

Ferrari s'est hissée à la première place du classement 2013 des marques les plus influentes, devant Google, Coca-Cola, PwC et Hermes et 500 des plus grandes sociétés du monde. En raison de sa taille, la société de Maranello ne peut se mesurer aux grandes multinationales en termes de chiffre d'affaires global. Toutefois, l'évaluation de sa marque prend en compte d'autres aspects financiers, comme les marges nettes, le chiffre d'affaires moyen par client et les dépenses publicitaires et marketing, mais également des paramètres qualitatifs, comme l'attachement à la marque et la fidélité de ses clients.

« Cela fait toujours plaisir d’être à la tête d'un classement, d'autant plus lorsque nous nous mesurons aux plus grandes sociétés du monde. Ce résultat prouve que malgré un climat économique difficile, l'Italie propose toujours une excellence commerciale » a commenté le président de Ferrari, Luca di Montezemolo. « Ce classement rend hommage à des produits exceptionnels créés par des hommes et des femmes tout aussi exceptionnels. C'est grâce à eux que nous en sommes là, et je les en remercie. »

 (source: ferrari.com)

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lire aussi: 2012, année de tout les records pour Ferrari

 

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2012, année de tout les records pour Ferrari

Résultats financiers 2012: meilleure annee de toute l'histoire de Ferrari

Chiffre d’affaires : 2,433 milliards d'euros (+8 %)                  

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Véhicules vendus : 7 318 (+4,5 %)

Bénéfices d'exploitation : 350 millions d'euros (+12,1 %)

Bénéfices nets : 244 millions d'euros (+17,8 %)

Situation de trésorerie industrielle nette : plus d'un milliard d'euros

Ventes record aux États-Unis, en Chine, en Allemagne et en Grande-Bretagne

Hausse de la marge d'exploitation sur les activités liées à la marque de 40 %        

 

Maranello, le 18 février 2013 – En 2012, Ferrari a enregistré des résultats record au cours de la période qui fut la meilleure qu'elle n'ait jamais connue en 66 années d'existence. Cela a été confirmé ce jour, lors de la réunion du Conseil d'administration de Ferrari sous la présidence de Luca di Montezemolo afin d'examiner les résultats de fin d'année de l'entreprise.

Tous les principaux indicateurs économiques ont dépassé les précédents records établis en 2008, en dépit d'un contexte économique international bien moins florissant.

En 2012, un total de 7 318 voitures routières a été vendu dans le réseau de concessionnaires (+4,5 % par rapport à 2011), correspondant à un Chiffre d’Affaires de 2,433 milliards d'euros (soit une hausse de 8 %).

Le bénéfice d'exploitation a bondi de 12,1 % pour atteindre 350 millions d'euros, avec des bénéfices nets flirtant avec les 244 millions d'euros (+17,8 %) et un ROS (Return on Sales) de 14,4 %, ce qui est très similaire aux résultats enregistrés par les principaux acteurs de l'industrie du luxe.

L'entreprise a réalisé desinvestissements significatifs au cours des 12 derniers mois qui, recherche et développement compris, ont atteint 324,3 millions d'euros (par rapport à 280 millions d'euros en 2011). Cet investissement a été entièrement autofinancé grâce à la génération d’un flux de trésorerie cohérent, ce qui a été confirmé par sa situation de trésorerie industrielle nette pour 2012 de plus d'un milliard d'euros.

« Nous sommes tous immensément fiers de terminer l'année avec ce genre de résultats, et ce en dépit du contexte économique défavorable auquel sont confrontées de nombreuse nations européennes, et du contexte particulièrement tendu en Italie », a déclaré le Président Luca di Montezemolo.« Tout le mérite en revient aux hommes et aux femmes de Ferrari, à la puissance de la marque, à une gamme extrêmement complète et innovante, ainsi qu'à notre expansion progressive dans les marchés automobiles du monde entier ».

Les résultats 2012 correspondent au plan de répartition géographique des ventes de l'entreprise, lequel se subdivise en parts égales entre l'Amérique, l'Asie et l'Europe, incluant le Moyen-Orient. Afin de dynamiser encore davantage sa présence sur les différents marchés, Ferrari a réorganisé son réseau commercial qui dispose désormais de quatre centres de coordination en Amérique, en Europe et Moyen-Orient, en Chine élargie et en Extrême-Orient.

En 2012, Ferrari a réalisé des ventes record aux États-Unis et a dépassé pour la première fois la barre des 2 000 véhicules (2 058 exactement), soit une augmentation de 14,6 % (Canada inclus).

L'Europe n'est pas non plus en reste avec une hausse des ventes en Grande-Bretagne de 20,4 % (673 véhicules) et de 17,4 % en Suisse (357). L'Allemagne (750 véhicules, +8,2 %) a confirmé sa position de marché européen le plus important pour Ferrari, alors que les autres principaux pays de la zone ont terminé l'année comme ils l'avaient fait en 2011.

Les résultats concernant l' Italie sont différents. En dépit de meilleures performances que la moyenne dans un secteur qui a enregistré une chute des ventes de 60 % en 2012, Ferrari a terminé l'année avec 318 véhicules vendus aux concessions, soit une baisse de 46 % par rapport au résultat de 2011.

La tendance positive au Moyen-Orient et en Afrique s'est confirmée avec une augmentation de 4,5 % et 556 véhicules vendus.
La Chine élargie (République populaire de Chine, Hong Kong et Taïwan) a conservé sa position de deuxième marché le plus important, avec un record de 784 véhicules vendus (+4 %), dont un peu moins de 500 étaient destinés à la Chine. Le Japon, qui figure comme un marché historique pour Ferrari, a renoué de manière significative avec une croissance à deux chiffres (+14,4 %) et 302 véhicules vendus.

Les résultats affichés par les activités liées à la marque (vente de détail, licensing et e-commerce), lesquelles ont connu une réorganisation en 2012, se sont également avérés excellents, avec une augmentation de 40 % de la marge d'exploitation pour dépasser les 50 millions d'euros.

Les résultats de la vente au détail ont augmenté de 5 %, également grâce à un nouveau concept de design intérieur qui sera étendu aux 50 boutiques Ferrari Store du monde entier.

La croissance s'est également avérée impressionnante pour le licensing (+22 %), alors que les recettes issues de l'e-commerce ont dépassé les sept millions d'euros (+31 %). Ferrari se montre particulièrement présente sur les différents canaux Web et sites de réseaux sociaux. En effet, elle a récemment passé la barre des 10 millions de fans sur Facebook.

Concernant le sponsorship la Scuderia a accueilli son premier partenaire chinois, Weichai Power, dont la maison mère, Weichai Group, est l'un des plus importants conglomérats de Chine. Ferrari a également renforcé ses liens avec d'autres leaders mondiaux de leurs secteurs respectifs, notamment Hublot, Kaspersky Lab et TNT.

(source: ferrari.com)

 

 

lire aussi:  Ferrari : la marque la plus influente du monde

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23 avril 2013

Franco Gozzi, 40 ani alla destra di Enzo Ferrari...

Franco Gozzi, un protagonista della storia della Ferrari

Uno dei piu' stretti collaboratori di Enzo Ferrari

Franco Gozzi, un protagonista della storia della Ferrari

Se n’è andato oggi un pezzo di storia del Cavallino Rampante: Franco Gozzi è scomparso a Modena, all’età di 81 anni. “Ci ha lasciato una figura fondamentale nella storia della Ferrari” – ha detto il Presidente Luca di Montezemolo – “Di lui ricordo soprattutto le tante ore trascorse insieme a parlare di piloti ed automobili e gli sono grato per essermi stato vicino quando ero un giovane direttore sportivo della Scuderia”.

Difficile condensare in una sola parola cosa sia stato Franco per l’azienda: direttore sportivo, addetto stampa, direttore della comunicazione, soprattutto uno dei più stretti collaboratori e confidenti di Enzo Ferrari. Quanto sia stato parte attiva, e non soltanto un suo testimone, della vita della casa di Maranello lo si comprende guardando l’album delle fotografie storiche in cui spesso, lungo un arco di trent’anni, compare accanto al Fondatore: ne era il portavoce o, talvolta, il latore dei suoi silenzi.
Chi lo ha conosciuto da vicino e ha condiviso con lui momenti salienti e vita quotidiana dell’azienda ne ricorda l’umanità e l’ironia, chi lo ha incontrato nell’ultima fase del suo capitolo di vita a Maranello ne rammenta la grande capacità di trasmettere attraverso aneddoti in apparenza marginali quei valori che hanno reso la Ferrari un mito in tutto il mondo.

23rd aprile, 2013

 

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