11 septembre 2013

Kimi Raikkonen, e fata

La Ferrari ha ufficializzato sul suo sito il ritorno di Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese affiancherà Fernando Alonso per le prossime due stagioni.

Un ritorno che avevo gia annunciato due giorni fa.

Il pilota finlandese corse con il Cavallino già dal 2007 al 2009 riuscendo a vincere il titolo mondiale nella sua prima stagione in rosso nell'annata della spy story che coinvolse la McLaren dove correva Fernando Alonso in coppia con Lewis Hamilton.

"Sono davvero contento di ritornare a Maranello dopo averci trascorso tre anni fantastici e ricchi di vittorie", ha commentato Raikkonen. "Ho moltissimi ricordi che mi legano alla Ferrari e li ho sempre portati con me in questi anni, primo fra tutti l'indimenticabile vittoria del Mondiale nel 2007".

E sul suo rapporto con Alonso, ha aggiunto: "Non vedo l'ora di tornare alla guida di una Rossa, di ritrovare tante persone con le quali ho stretto forti legami e di lavorare insieme a Fernando, che ritengo un grande pilota straordinario, per regalare alla squadra i successi che si merita".

 

2007-Vallelunga-248 F1-Raikkonen 23 janvier-2 

 

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2009-Monaco-Raikkonen-podium-2

 

 

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09 septembre 2013

Raikkonen et Ferrari. C'est fait

E cosa ormai fataEt ça me rejouit au plus haut point.
demain ou Mercredi, la nouvelle sera annoncé officiellement.

Il est le quatrième pilote (F1) à faire son retour chez Ferrari.
Avant lui, Jacky Ickx était revenu, 1968 après une parenthèse chez Brabham retour de 1970 à 73.
Regazzoni de 1970 à 72 et 1974 à 76
Berger 1987 à 88 et de 1993 à 95,
et Raikkonen 2007 à 2009, sera de retour l'an prochain, aux côtés d'Alonso.

Alonso & Raikkonen



Là enfin Ferrari me plait, ils se donne les moyens.

2007-Interlagos-Raikkonen-titre mondial-07

 

Raikkonen, c'est le dernier titre pilote chez Ferrari, 2007.

2008-Hungaroring-Raikkonen-podium

 

Grazie mille Luca.

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Monza: GP d'Italie...

La saison 2013, est plus que bien compromise, mais ça, ça fait longtemps que je le sais.

Il ne me reste plus qu'à espérer, que Ferrari aura (enfin) le courage de réunir deux Gros Bras, pour 2014.

C'est à dire, recruter Kimi Raikkonen aux côtés de Fernando Alonso. Les Hulkenberg, Di Resta et Bianchi sont beaucoup trop jeune et inexperimenter pour venir chez Ferrari.

 

2013-12-Italie

2013-Monza-classements

 

 Tout le Staf était là!

2013-Monza-F138-Massa & Montezemolo

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2013-Monza-P Ferrari_Montezemolo & Domenicali

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06 septembre 2013

Gian Claudio Regazzoni...

6 Septembre 1970: Ma première grosse émotion, la Victoire de Clay Regazzoni à Monza.

Je me souviens que durant tout le Grand Prix, j'avais la certitude qu'il arriverait un moment ou a un autre à se détacher du lot, (grace à son moteur) et c'est ce qui est arrivé à quelques tour de la fin.

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Ce n'est que le 31 Mai 1981 que j'ai ressentit un émotion comparable.
Clay, il est ici.
 
 
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A mio padre piaceva tutto di questa gara

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A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari. "A mio padre piaceva tutto di questa gara"

A Monza si corre col cuore: lettera di Piero Ferrari.

Dopo la serata di beneficenza “Playing For Children”, il figlio del Fondatore ed attuale Vicepresidente dell’azienda apre il libro dei ricordi e si racconta. Così

       
MONZA - Il Gp d'Italia, per la Ferrari è una sorta di appuntamento con il cuore. Così, dopo la serata all’insegna della solidarietà (la partita allo stadio del capoluogo brianzolo “Playing For Children”, manifestazione a scopo benefico) ad inaugurare il weekend di Monza, sede della 83esima edizione del Gran Premio d’Italia arriva una lettera aperta di Piero Ferrari, figlio del Drake ed attuale Vicepresidente e azionista dell’azienda. E' lui il filo conduttore che attraversa quasi tutta la storia del marchio più forte del mondo ed a lui la Ferrari si affida per aprire il forziere dei ricordi.

Così con una bella lettera Piero Ferrari racconta le pagine più belle dell’album di Monza. Eccola in versione integrale.

“L’appuntamento di Monza è sempre stato speciale per noi” – racconta – “Ricordo bene che mio padre era tassativo e qualche settimana prima della gara inviava a tutto il personale della Gestione Sportiva la comunicazione che le ferie erano ‘sospese fino a dopo il Gran Premio d’Italia’. A lui piaceva tutto di Monza, in particolare la velocità delle vetture e la passione della gente. Bisognava prepararsi a puntino e ancora oggi credo che ognuno di noi condivida le stesse sensazioni quando ci si avvicina a questo Gran Premio.

A Monza sono legati anche dei ricordi tragici, alcuni vissuti di riflesso perché era ancora un bambino, come la morte di Alberto Ascari, vittima di un
incidente in occasione di un test privato il 26 maggio 1955: “Mio padre non volle mai entrare nei dettagli ma io capii che era rimasto molto colpito da quella tragedia. Già ci era rimasto male quando Ascari aveva lasciato la squadra per passare alla Lancia poi avvenne quell’incidente, oltretutto mentre guidava una Ferrari praticamente per caso perché quella era la vettura che Castellotti avrebbe dovuto usare in una gara Sport la settimana successiva. Non ci furono testimoni oculari dell’incidente e mio padre non seppe mai che cosa era veramente accaduto”.

Anche la prima esperienza di Piero Ferrari dal vivo a Monza fu segnata da un evento tragico: “Era il 1961 ed io ero in tribuna centrale per seguire la corsa. Alla fine eravamo contenti perché Phil Hill aveva vinto e, grazie a quel successo, si era laureato campione del mondo. Tutti intorno a me gioivano perché non sapevano che cosa era accaduto all’inizio della gara alla Parabolica, dove von Trips era volato fuori pista in mezzo al pubblico, trovando la morte e provocando una strage. Dovete pensare che, all’epoca, non esistevano i maxischermi come oggi, quindi non si vedeva nulla di quello che accadeva negli altri punti del circuito. Uscimmo dalla tribuna felici per il risultato sportivo ma quel sentimento svanì una volta in automobile sulla strada del ritorno, quando dall’autoradio apprendemmo quello che era successo”.

Tre le vittorie cui il Vicepresidente è particolarmente legato, due ottenute dallo stesso pilota, Clay Regazzoni. “La prima risale al 1970, all’epoca in cui vincere a Monza era una questione di scie: c’erano delle lotte serratissime per tutta la gara, tanto che in quella gara furono ben sei i piloti che si alternarono in testa. Clay riuscì progressivamente a scrollarsi di dosso tutti gli avversari e a vincere, battendo alla fine Stewart. La seconda, cinque anni più tardi, vide ancora Clay imporsi, stavolta davanti a Fittipaldi e a Lauda. Proprio Niki quel giorno conquistò il Mondiale: ci mancava ormai da troppi anni e fu bellissimo riconquistarlo proprio a Monza, davanti al nostro pubblico”.

La terza vittoria non può che essere quella del 1988, con la magnifica doppietta di Gerhard Berger e Michele Alboreto a meno di un mese dalla scomparsa del Fondatore: “Fu quasi una coincidenza astrale. Noi ci eravamo preparati come non mai per quella gara, sapevamo che era l’unica occasione per far bene in una stagione dominata dalla McLaren: ‘o la va o la spacca’, ci dicemmo prima della partenza per Monza. Ce la mettemmo tutta e andò bene, anzi benissimo. Ci fu un pizzico di fortuna, sotto forma di alcune circostanze che ci fecero pensare che da lassù qualcuno stesse guardando il Parco: almeno è bello pensare che sia andata proprio così!”

Fra i tanti che ha conosciuto, due piloti hanno lasciato un segno in Piero Ferrari. Entrambi, curiosamente, si sono laureati campioni del mondo proprio a Monza: “Uno è Niki, un pilota straordinario con cui avevo e ho tuttora un rapporto di grande simpatia che ha resistito al trascorrere del tempo. L’altro è Jody Scheckter, un uomo sempre con i piedi per terra. Quando vinse il titolo comprese che la Formula 1 non era più il suo mondo e, un anno dopo, si ritirò e si dedicò agli affari: anche con lui ho mantenuto un bel rapporto”.

PIERO FERRARI   (05 settembre 2013)
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F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''

F1, Montezemolo: ''Monza speciale, lo sanno anche i motori Ferrari''Luca di Montezemolo

Il presidente della 'Rossa' emozionato in vista del GP d'Italia: "Sarà un tracciato anacronistico, ma è un appuntamento che non può mancare nel Mondiale"

       
MONZA - Per tutto il team della Ferrari e per i tifosi della 'Rossa' il dodicesimo appuntamento del Mondiale di F1 non sarà come gli altri. Si corre infatti il Gran Premio d'Italia, a Monza, un circuito speciale per il presidente della scuderia di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, che, attraverso il sito ferrari.com, ha esternato i suoi sentimenti: "Monza può sembrare una pista anacronistica con quattro curve e tre chicane, ma qui vale lo stesso discorso di Monte Carlo: entrambe sono due facce imprescindibili di questo nostro sport, una per il glamour che circonda la gara, l'altra per l'emozione che solo la velocità sa dare. E la Ferrari in questo Gp da sempre qualcosa in più".

RICORDI AGRODOLCI -Montezemolo ripercorre i tanti ricordi, positivi e non, che lo legano al Gran Premio di Monza: "Bellissimi ma anche molto dolorosi. Penso ad esempio all'impressione che mi fece il tragico incidente che segnò l'edizione del 1961, con la vettura di von Trips che volò fra il pubblico alla Parabolica: fu un episodio che mi impressionò moltissimo e mi fece capire subito quanto le corse in automobile fossero tanto affascinanti quanto rischiose. E fu proprio a Monza che vidi il mio primo Gran Premio dal vivo, nel 1966: quel giorno vinse Lodovico Scarfiotti al volante di una Ferrari e fu l'ultimo successo di un pilota italiano nella corsa di casa". "La vittoria di Regazzoni e il terzo posto di Lauda nel 1975 furono motivo di grande soddisfazione e gioia: fu il mio primo
mondiale  -  continua  -  Con quel risultato infatti portammo a casa sia il titolo Piloti che quello Costruttori, riportando dopo undici anni di attesa la Ferrari davanti a tutti". Inevitabile anche ricordare i trionfi di Michael Schumacher: "Penso al 1996 quando Michael Schumacher vinse la corsa dando il definitivo segnale che, da allora in avanti, potevamo rientrare nel giro delle grandi squadre. Penso al 2000, quando Michael piegò il grande rivale Hakkinen e dette il via a quel fantastico rush di quattro vittorie consecutive che ci fece tornare, dopo ventun anni d'attesa, sul tetto del mondo. E al 2006  -  aggiunge  -  quando ancora Michael colse un trionfo bellissimo proprio nel giorno in cui annunciava il suo ritiro dalle corse (quello vero, perché per me dopo ha corso un gemello che non conosco...)".

Montezemolo si augura di assistere a un weekend positivo per la 'Rossa': "Si dice che non faccia differenza correre davanti al proprio pubblico ma credo che non sia così. Vale per la squadra, vale per i piloti  -  i nostri, anche gli stranieri, diventano italiani d'adozione quando sono vestiti di rosso  -  ma vale anche per le vetture. Sarà irrazionale, non lo nascondo, ma sono convinto che anche le sospensioni, le ali, i motori di una Ferrari quando possono correre a Monza danno qualcosa in più, qualcosa che può fare la differenza".

DOMENICALI: "TIFOSI TI FANNO AMARE QUESTO SPORT" - Grande emozione anche per Stefano Domenicali, che vive con la sua famiglia a Monza. "Ci sono stati successi straordinari ma quello che mi è rimasto più nel cuore è certamente l'ultimo, quello di Fernando Alonso nel 2010  -  dice  -  Fu una corsa tiratissima, vinta con un lavoro di gruppo eccezionale: piloti, pit-stop, strategia, tutto fu perfetto quel giorno. Per questo dopo la cerimonia di premiazione ufficiale  -  un brivido essere lassù insieme a Fernando e Felipe  -  portammo tutti su quella fantastica piattaforma sospesa nel vuoto a vedere la marea dei nostri tifosi in festa: sono emozioni del genere che ti fanno amare questo sport e che ti danno la forza nei momenti più difficili", conclude il 'Team Principal'della Ferrari.

(04 settembre 2013) ©Riproduzione riservata

 

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05 septembre 2013

Rallye de régularité, Genève Cannes Classic...

C'est ici.  Départ à Genève, le Jeudi 19 Septembre prochain.

 

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04 septembre 2013

Senna, le meilleur de tous...

C'est l'avis de Gerhart Berger. (Et le miens)

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Photo: Auto Sprint: 1991

 

Les années passent mais les souvenirs restent. Depuis 19 ans, Berger a eu le temps d’en voir, des pilotes, des talents, que ce soit en concurrents en piste ou bien parmi ses pilotes quand il était chez BMW puis Toro Rosso. Mais un seul reste unique à ses yeux, et quand on lui demande qui est le meilleur pilote à son avis, il n’hésite pas un instant. "Senna, très clairement. J’ai piloté avec lui de 1990 à 1992 chez McLaren. Son ensemble était imbattable : un talent incroyable, de l’intelligence, de l’expérience, la condition physique, un instinct de tueur et par-dessus tout sa personnalité. Je comparerais sa popularité avec celle d’Enzo Ferrari ou du Pape. Lors de son enterrement, les gens étaient debout sur 10 kilomètres. Dix kilomètres en trois rangées !"

Et cet exemple montre bien, pour l’Autrichien, que ce sont les pilotes qui doivent être au centre du sport, et rien d’autre. "Ce ne sont pas les directeurs d’équipe, les designers, les marques ou les pneus qui doivent être sous le feu des projecteurs : il n’y a que le sport et les pilotes qui doivent être les stars."

Puisque ce sont les pilotes les personnes les plus importantes, ceux-ci doivent se rapprocher des supporters. Berger regrette en effet que les pilotes soient si loin des fans et des spectateurs. "Je souhaiterais que les pilotes soient de nouveau plus proches des supporters. Ils ne doivent pas oublier qu’ils sont certes payés des millions par leur équipe, mais qu’ils gagnent indirectement de l’argent grâce aux supporters. Beaucoup de pilotes sont trop éloignés des supporters et vivent leur vie sur un nuage avec le luxe, les avions, les yachts, les fêtes, les maisons ici et là."

Pourtant, Sebastian Vettel, triple champion du monde en titre, ne semble pas posséder de bateaux ou de tonnes de maisons et n’est jamais vu en plein excès, à faire la fête sans arrêt. Gerhard Berger reconnaît que Vettel "est l’exception. Il se concentre sur l’essentiel : son travail à l’usine et le pilotage. C’est pour ça qu’il a tant de succès."

Et avec trois titres mondiaux à 26 ans et un quatrième sur la bonne voie, on pense forcément que les records de Schumacher ne sont plus très loin et que le pilote Red Bull a encore plein de temps pour les atteindre et les battre. Berger est également de cet avis. "Oui, je lui fais confiance pour ça, surtout dans cette constellation avec Red Bull et le génie Newey. Vettel obtiendra cette année son quatrième titre et peut clairement battre les records de Schumacher."

Néanmoins, si Berger était aujourd’hui directeur d’écurie, il ne prendrait pas Vettel comme pilote, mais voudrait "Alonso et Raikkonen."

 

 

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01 septembre 2013

Wiesmann Roadster à l'Imperial Palace...

Ce matin, de bonne heure, je suis aller faire un tour à l'Imperail Palace, pour voir. Juste pour voir si jamais...

Et bien il y avait.

Pas de Ferrari, mais sept Wiesmann Roadster, trois model différents, MF 3, MF4 et MF4. Superbes, magnifiques. Il y en avait une avec un Ecusson du Cavallino Rampante sur la calandre, et quand j'ai demandé le pourquoi, un autre propriétaire m'a répondu: "Il a une Ferrari, alors il ne s'en sépare jamais".

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Les autres photos sont ici.

 

 

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28 août 2013

Annecy Imperial: Deux pour le prix d'Une...

2011 Annecy Palace Imperial: F458 Italia "178810"

 

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... et F430

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d'autres photos ici

 

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26 août 2013

Spa-Francorchamps, GP de Belgique 2013

L'écart se creuse...

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